Teoria e storia del disegno industriale


Università degli Studi di Camerino - Facoltà di Architettura, Ascoli Piceno

a.a. 2007-2008
 

Obiettivi dell’attività formativa

Conoscere la pluralità di fattori del fenomeno del design, ovvero del disegno industriale, dal progetto al consumo del prodotto seriale, le teorie principali, il pensiero e l’opera degli artefici di rilievo, nonché le problematiche di fondo, a partire dal dibattito ottocentesco sulle qualità formali dell’oggetto di estrazione industriale, rispetto alla pregnanza estetica offerta dalla tradizionale manifattura artigianale.

Verificare criticamente tali cognizioni, elaborando nel corso delle lezioni frontali un book scritto-grafico (fogli A4 rilegati) nel quale, ad integrazione degli appunti riferiti al percorso storico-tematico (possibilmente revisionati, eventualmente integrati e rielaborati in f.to Word), figureranno propri schizzi estemporanei e/o disegni di studio di significativi oggetti visti durante le varie proiezioni: momento applicativo finalizzato all’acquisizione di strumenti critici per la lettura tecnico-formale di un ‘oggetto’ a quoziente estetico.

Saperi necessari per il raggiungimento degli obiettivi

Il disegno, principio unificatore delle arti nella teoria rinascimentale, e la sua fenomenologia storica. Per l’età moderna e contemporanea, nozioni di storia dell’estetica, dell’arte e delle teorie artistiche.

Sequenza delle diverse fasi dell’attività formativa

•Design e disegno industriale: definizioni e pertinenze. Una forma precoce di disegno industriale: l’invenzione della stampa a caratteri mobili. Industrialesimo inglese nel ‘700 e manifatture del mobile (Chippendale) e delle ceramiche artistiche (Wedgwood). Interior design e arredamento in epoca neoclassica (Francia, Italia, Gran Bretagna, Stati Uniti).

•La Great Exhibition di Londra (1851) e le contraddizioni del design fra industrialesimo ed Eclettismo. I mobili degli Shaker: essenzialità di un modello “puritano”. Il fenomeno Thonet.

•Il “rinascimento” inglese delle arti applicate: William Morris e le Arts and Crafts. Un manuale di design: The Grammar of Ornament di Owen Jones (Londra 1856). La persistenza del “cattivo gusto” nelle “arti industriali”: l’oggetto decorato in stile nelle esposizioni internazionali (New York 1853; Parigi 1867; Filadelfia, Pennsylvania 1876).

•Il giapponismo e i suoi influssi tardo-ottocenteschi nella linea innovativa del design britannico (Godwin, Dresser, Mackmurdo, Voysey, Mackintosh).

•Art Nouveau: la linea naturalistico-organica (Horta, Van de Velde, Guimard); la linea geometrica (Hoffmann e la Secessione viennese). L’esposizione universale di Parigi (1900).

•Dal design al disegno industriale. Area germanica: Deutsche Werkstätte (Dresda 1898); Wiener Werkstätte (1903-32); Deutscher Werkbund (Monaco di Baviera 1907); il protorazionalismo di Adolf Loos; Bauhaus (Weimar 1919-25; Dessau e Berlino 1925-33); l’esperienza della Hochschule für Gestaltung di Ulm (1955-68).

•Le avanguardie artistiche: Rietveld e il Neoplasticismo; l’esperienza sovietica dello Vchutemas (1920-30).

•L’Art Déco in Francia e l’Esposizione Internazionale di Arti Decorative e Industriali Moderne (Parigi 1925). Le Corbusier e il design.

•Italia primo ‘900: l’“arte nuova” all’Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa Moderna di Torino del 1902; le creazioni di Carlo Bugatti fra design e arte; il Futurismo; le Biennali di Monza, le Triennali di Milano, anni ’20 e modernismo “neoclassico” lombardo di Gio Ponti e Tomaso Buzzi, anni ’30 e linea razionalistica; settore delle auto (Fiat) e degli strumenti da ufficio (Olivetti).

•L’Italian Style: dal fenomeno della Vespa (1945) al design intorno agli anni ’70 (dall’ideologia Radical al Neomodern).

•Il design negli Stati Uniti fra la fine dell'800 e gli anni ’60 del ‘900: l'American Craftsman movement di Gustav Stickley; lo Streamlining e l’opera di Raymond Loewy; l’Organic Design, dal mobile in legno a quello in plastica (F. L. Wright, Eames, Saarinen, Panton).

•Il purismo “senza tempo” del design del mobile in Scandinavia: dallo “stile svedese” divulgato intorno al 1900 dalle illustrazioni di interni di Carl Larsson alle tensioni della tradizione verso il moderno (in Svezia: Malmsten, Asplund; in Finlandia: Eliel Saarinen, Aalto; in Danimarca: Klint, Wegner, Mogensen, Jacobsen). Il minimalismo del fenomeno Ikea.

Note relative alle prove di profitto

L’esame consiste in un colloquio sugli argomenti della trattazione generale, e nell’illustrazione del book scritto-grafico elaborato nel corso delle lezioni. I non frequentanti potranno concordare in alternativa la lettura di un testo col docente.

Bibliografia generale

Manuale di riferimento: Renato De Fusco, Storia del design, Roma-Bari, Editori Laterza, 1985 (2007, VIII ed.).

In alternativa: Gabriella D’Amato, Storia del design, Milano, B. Mondadori, 2005 (integrando con opportune letture gli argomenti non trattati dal libro: l’invenzione della stampa, l’industrialesimo fra ‘700 e ‘800, le Arts and Crafts e l’opera di Morris).

Per i non frequentanti (ferma restando, in ogni caso, l'utilità di altre letture) il colloquio d’esame riguarda anche la lettura di un testo complementare, a scelta fra i seguenti, o di altro testo da concordare:

Nikolaus Pevsner, I pionieri dell’architettura moderna. Da William Morris a Walter Gropius, Milano, Garzanti, 1983 (edd. sgg.; trad. it. dell’ed. londinese del 1974 di Pioneers of Modern Design…, derivata dalle precedenti del 1936, 1949, 1960).

Gillo Dorfles, Introduzione al disegno industriale. Linguaggio e storia della produzione di serie, Torino, Einaudi, 1972 (e succ. edd.).

Tomás Maldonado, Disegno industriale: un riesame, Milano, Feltrinelli, 2005 ("Campi del sapere/Feltrinelli") (I ed.: ivi 1976).

Maurizio Vitta, Il progetto della bellezza. Il design fra arte e tecnica, 1851-2001, Torino, Einaudi, 2001.

Alberto Bassi, Design anonimo in Italia. Oggetti comuni e progetto incognito, Milano, Electa, 2007 (“Design & grafica”, 4).

Vanni Pasca, Lucia Pietroni, Christopher Dresser 1834-1904, il primo industrial designer. Per una nuova interpretazione della storia del design, Milano, Editori di Comunicazione-Lupetti, 2001.

Henry van de Velde, Per il nuovo stile, a cura di Hans Curjel, Milano, Il Saggiatore, 1966 (ed. orig.: Monaco 1955).

Adolf Loos, Parole nel vuoto, Milano, Adelphi, 1972 (edd. sgg.; ed. orig.: Parigi 1921 e Innsbruck 1931).

Giulio Carlo Argan, Walter Gropius e la Bauhaus, Torino, Einaudi, 1951 (e succ. edd.).

Giulia Veronesi, Stile 1925. Ascesa e caduta delle Arts Déco, Firenze, Vallecchi, 1978.

Il déco in Italia, a cura di Fabio Benzi, Catalogo della mostra di Roma, 20 marzo-13 giugno 2004, Milano, Electa, 2004.

Karl Mang, Storia del mobile moderno, Roma-Bari, Editori Laterza, 1998 (VI ed.; I ed. ital.: ivi 1982; ed. orig.: Stoccarda 1978).

Irene de Guttry, Maria Paola Maino, Il mobile liberty italiano, Roma-Bari, Editori Laterza, 1994 (II ed.; I ed. ivi 1983).

Irene de Guttry, Maria Paola Maino, Il mobile déco 1920-1940, Roma-Bari, Editori Laterza, 2006 (II ed.;  ed. ivi 1988).

Irene de Guttry, Maria Paola Maino, Il mobile italiano degli anni Quaranta e Cinquanta, Roma-Bari, Editori Laterza, 1992.

Maria Paola Maino, Cent'anni di mobili per l'infanzia in Italia 1870-1970, Roma-Bari, Editori Laterza, 2003.

Renato De Fusco, Le Corbusier designer: i mobili del 1929, Milano, Electa, 1976.

Enciclopedia Universale dell’Arte, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1980-84 (I ed., Venezia-Roma, Istituto per la Collaborazione Culturale, 1958-67): S. Ferri et alii, “Artigianato”, vol. I, colonne 799-816; F. Barberi et al., “Grafica e Arte del Libro”, vol. VI, col. 508-557, tavv. 311-332; G. Dorfles, “Industrial Design”, vol. VII, coll. 521-542, tavv. 289-308; G. C. Argan, “Progettazione”, vol. XI, coll. 55-62; L. Salerno et al., “Propaganda e pubblicità”, ivi, coll. 62-74, tavv. 53-76; G. Alvisi, “Suppellettile”, vol. XIII, coll. 414-455, tavv. 147-182; G. C. Argan, “Tipologia”, vol. XIV, coll. 1-15; “Utensili”, ivi, coll. 650-655, tavv. 113-139.

Per una valutazione sociologica delle questioni del design nel mondo contemporaneo, dalla cultura ancora materiale della prima epoca industriale al dilagare della realtà virtuale dell'odierna era post-industriale, e per un'introduzione a temi e problemi di psicologia della forma e di ergonomia inerenti al design:

Thorstein Veblen, La teoria della classe agiata. Studio economico sulle istituzioni, Torino, Giulio Einaudi editore, 1971 ("Nuova Universale Einaudi", 121) (I ed. ital.: ivi 1949; ed. orig.: The Theory of the Leisure Class: An Economic Study of Institutions, New York, The Macmillan Company, 1899); testo in lingua originale disponibile all'indirizzo www.gutenberg.org/etext/833

Marshall McLuhan, Gli strumenti del comunicare, Milano, Net, 2002 ("Quality Paperback", 15) (ed. orig.: Understanding Media: the extensions of man, New York, The New American Library, 1964).

Guy Debord, La società dello spettacolo, Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2008 ("I Tascabili", 32; contiene: Commentari sulla società dello spettacolo) (ed. orig.: La Société du Spectacle, Paris, Buchet-Chastel, 1967; Commentaires sur la Société du Spectacle, Paris, Gérard Lebovici, 1988). La versione integrale tradotta del libro, che per principio ideologico non ha copyright, è disponibile on-line al seguente indirizzo: www.scienzepostmoderne.org/Libri/SocietaDelloSpettacolo/SocietaDelloSpettacolo.htm

Donald A. Norman, La caffettiera del masochista. Psicopatologia degli oggetti quotidiani, Firenze, Giunti, 2005 ("Psicologia") (I ed. ital.: ivi 1990; ed. orig.: The Design of Everyday Things, New York, Dubleday, 1988.

Vanni Codeluppi, La vetrinizzazione sociale. Il processo di spettacolarizzazione degli individui e della società, Torino, Bollati Boringhieri, 2007 ("Temi").

Giovanni Garroni, Elogio dell'imprecisione. Percezione e rappresentazione, Torino, Bollati Boringhieri, 2004 ("Saggi. Arte e letteratura").

Opere di consultazione:

notevole strumento di informazione e di studio è la storia del design illustrata da schede nei dieci volumi di Design in 1000 oggetti. Phaidon Design Classics, Roma, Gruppo Editoriale l'Espresso, 2008 ("La Biblioteca di Repubblica-L'Espresso") (ed. orig.: London, Phaidon Press Limited, 2006). Ma la frettolosa revisione dei testi tradotti ha prodotto un'opera piena di sviste e refusi, il che può infastidire la lettura. L'impeccabile qualità solo apparente di prodotti di largo consumo è, del resto, il segno di una degenerazione delle facoltà critiche del consumatore, abbagliato e raggirato dal design applicato alla logica aberrante del consumismo, alla quale non si sottrae il "lavoro intellettuale salariato": che, nota Debord, "tende normalmente a seguire la legge della produzione industriale della decadenza, in cui il profitto dell'imprenditore dipende dalla rapidità di esecuzione e dalla cattiva qualità del materiale impiegato" (Introduzione alla IV ed. ital. di La società dello spettacolo, Firenze, Vallecchi, 1979).

Sitografia